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Terme di Acqui

Realizzazioni e linee programmatiche per il rilancio delle Terme

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Passato, Presente, Futuro,

realizzazioni e linee programmatiche per il rilancio delle Terme

Acqui Terme, Febbraio 2010

 

La Regione Piemonte oggi è in grado di attrarre oltre 11 milioni di persone, avendo avuto un trend in crescita in questi ultimi dieci anni, in particolare dal post Olimpiadi; le presenze si dividono quasi equamente tra italiani e stranieri e con pari trend cresce anche la capacità ricettiva.
Non diversamente si colloca la Provincia di Alessandria, che ha saputo egregiamente stare al passo con un ottimo piazzamento della  ATL di Alexala rispetto alle altre piemontesi avendo capito che una tenuta ed un rilancio dell’economia territoriale passa attraverso la  valorizzazione e la promozione delle sue molteplici risorse.
Se gli ospiti italiani sono per circa un terzo piemontesi, seguiti da lombardi, liguri e veneti, quelli stranieri si caratterizzano per una preponderanza tedesca e subito dopo francese.
Acqui Terme ha un peso forte nella percentuale delle presenze turistiche provinciali, oltre il 30 %, se pure la sua capacità ricettiva è ancora troppo limitata.

Quanti in Piemonte, in Italia, in Europa, nel mondo conoscono Acqui Terme?
Tra quelli che conoscono ACQUI perché dovrebbero preferirla ad altre località termali italiane e straniere? Che qualità bisogna avere per essere scelti?

Se in questi ultimi anni la notorietà è leggermente migliorata, anche attraverso un impegnativo lavoro istituzionale, regionale, provinciale e comunale, di contatto con gli operatori stranieri, di interrelazioni dinamiche tra settori culturali ed enogastronomici  con importanti siti turistici italiani ed internazionali , di maggiore e più diffusa presenza mediatica rispetto al passato, ancora molto resta da fare. Il contatto con i paesi europei, attraverso la partecipazione ai programmi CEE  e con  l’Associazione neo costituita delle città termali di Europa sono certamente un buon viatico per essere maggiormente noti e per iniziare quel nuovo cammino per le Terme, per la città e per il Monferrato. Piccoli granelli ma importanti.

La seconda domanda trova risposta nelle qualità e peculiarità che denotano il luogo e lo rendono concorrenziale rispetto ad altri.
Acqui e le sue Terme sono eccellenti per la qualità e le caratteristiche organolettiche delle sue acque; fonti che hanno antichissime origini, che hanno attratto grandi personaggi della storia che non solo le hanno frequentate, ma che si sono anche impegnati per renderle fruibili ad un pubblico sempre più vasto (dalle famiglie aristocratiche agli “indigenti”, vedasi l’edificio Carlo Alberto, dal nome di colui che le ha volute).
Grandi architetti (Antonio Vandone di Cortemiglia, Ugo Giusti e Pietro Betta) hanno firmato importanti progetti, davvero grandiosi, rivolti certamente ad un pubblico esclusivo o per lo meno di alto livello, purtroppo sempre rimasti sulla carta e certamente molto diversi da quelli poi realizzati negli anni trenta, destinati ad un’utenza più vasta e con impianti maggiormente rivolti agli aspetti curativi e di svago che a quelli del lusso.
Oggi, facendo tesoro dei preziosi insegnamenti della storia e fotografando la realtà che ha scelto una prospettiva più protetta e garantita (quindi più facilmente percorribile), ma sicuramente meno ambiziosa, dobbiamo mirare innanzi tutto ad un futuro delle terme acquesi che guardi soprattutto ai nuovi criteri di benessere e di wellness che hanno soppiantato il tradizionale concetto di termalismo, ovvero perseguire la formula in cui alla salute del corpo si unisca lo svago e la ricreazione della mente.
Lo sviluppo di Acqui parte proprio da qui, con il vantaggio di avere una materia prima, l’acqua termale, di qualità eccellente e quindi di potersi fregiare a pieno titolo dell’acronimo SPA (Salus per Aquam), ma con il neo di dover ancora compiere una trasformazione strategica per dotarsi di servizi essenziali e qualificanti capaci di attrarre pubblico e fidelizzarlo.
Il compito non è impossibile: è necessario innanzi tutto crederci, essere coesi, pensare che Acqui e le sue Terme sono un bene ed una risorsa comune e comprendere che tutto non può avvenire da un giorno all’altro, ma con azioni diversificate sia nei tempi che nella sostanza:


1)    alcune da realizzare immediatamente e propedeutiche per le azioni future
2)    altre di progetto, indispensabili a qualificare, consolidare e rafforzare l’offerta.



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1)    Realizzazioni compiute e di prossima inaugurazione

Da Settembre 2009, ovvero dal termine della vicenda New.Co, la Società Terme di Acqui, grazie al forte impegno economico profuso dalla Regione Piemonte ancora negli ultimi due anni, ha intrapreso molte iniziative tese a rilanciare un modello di città termale che faccia scegliere Acqui e il Monferrato. Primo fra tutti, si è dovuto affrontare il problema del cambio di gestione dell’hotel Nuove Terme; già impostato positivamente ai primi di Agosto, si è risolto con successo, senza un giorno di chiusura, con la tutela di tutti i lavoratori, che sono passati dal vecchio gestore all’attuale, senza penalizzazioni di sorta, a partire dal primo Novembre 2009.

Sul piano invece interno allo stabilimento termale era urgente e necessario un volto rinnovato, gradevole e funzionale  della reception amministrativa, medica e beauty dello Stabilimento Nuove Terme; un look molto datato,  certamente senza appeal, è stato totalmente rivisitato, trasmettendo oggi al cliente/visitatore una sensazione di forte innovazione e di orgogliosa tradizione.
Gli uffici delle Regie Terme Acqui, che impropriamente per troppi anni hanno occupato spazio nella stessa struttura, dal 1 Gennaio 2010  si trovano nella cosiddetta “zona Bagni”, nel complesso Regina, sede di un altro nostro stabilimento oltre che dell’ Hotel omonimo.

Nella hall riprogettata hanno trovato posto due grandi e pregevoli tempere su carta, degli anni ‘30,   restaurate per l’occasione e nuovamente offerte agli occhi dei cittadini e dei futuri clienti e visitatori.

A breve, inoltre, si presenterà agli acquesi e ai turisti “un nuovo segno” che renderà assolutamente riconoscibile l’attuale ingresso allo Stabilimento termale nel centro della città. Due sono gli elementi che modificheranno l’attuale prospettiva: - il nuovo “trattamento” del grande portone di legno di via XX Settembre, bello ma al tempo stesso impenetrabile e poco adatto ad una struttura termale, per sua natura lieve e rilassante e – una realizzazione artistica, studiate appositamente per le Regie Terme, da una giovane artista diplomatasi egregiamente all’Istituto d’Arte “J. Ottolenghi”; sarà posta sul bordo strada  al di fuori dello stesso ingresso, a segnalare in maniera forte ed armoniosa l’ingresso delle stesse.    

Un altro importante passo è stato quello di studiare, approvare e presentare un nuovo marchio che andasse di pari passo con questa strategia di cambiamento/rinnovamento.

Il nuovo marchio,  frutto di  una  gara di idee,  risponde perfettamente all’obiettivo posto,  ovvero: - rappresentare la Città e la sua storia, - trasmettere benessere, vitalità e prestigio, - valorizzare il suo patrimonio, le fonti termali ed infine essere immediatamente riconoscibile nel mercato globale.
Con una mirabile sintesi tra passato e presente il nuovo marchio ci fa ben sperare in un futuro virtuoso.
Il nome “REGIE TERME ACQUI” , ispirato dal frontespizio di un trattato del chirurgo Vincenzo Malacarne del  1778, è in grado di rappresentare la città e la sua storia; l’immagine stilizzata della bocca della Bollente, viene assunta come immagine sovrastante la scritta ed il pay off “BENESSERE REALE”, che completa il  marchio, esprime con un azzeccato gioco di parole l’ambito in cui il marchio opera e  mantiene la promessa primaria.

Strategicamente importante è l’apertura della nuova SPA “Lago delle Sorgenti”, che dopo la fine dei lavori dei progetti DOCUP (giugno 2009), aveva comunque la necessità di essere completata con sauna, calidarium naturale,  spogliatoi,  valorizzazione delle zone relax,  terrazze e piscine all’aperto ed arredi  finalizzati agli ambienti.
Approvato il progetto di completamento, dai primi di Febbraio hanno preso il via i lavori e prossima sarà l’apertura della SPA e pienamente operativa.
E’ auspicabile inoltre che la stagione estiva possa vedere realizzata l’idea di destinare parte del parco delle Terme a sede di concerti e spettacoli  al tramonto o serali, sulla scia di quello organizzato il 31 luglio scorso con Tuck & Patty, accolto con forte entusiasmo di pubblico e di poter sviluppare anche altre attività di intrattenimento.  

Sempre quest’anno, a supporto di un’ azione di notorietà più allargata,  è stato pubblicato, in lingua italiana ed inglese, un volume di prestigio “Le Terme di Acqui” - Città e architetture per lo svago -  nella Collana Archivi di Architettura della Casa Editrice Umberto Allemandi & C. scritto da Alessandro Martini.
Sarà oggetto di numerose presentazioni in Piemonte e in varie città italiane e straniere che ci aiuteranno a diffondere e qualificare la nostra immagine. La prima si è tenuta ad Acqui  il 13 Febbraio scorso, nella Sala Bell’Epoque del Grand Hotel Nuove Terme con la partecipazione dell’autore, Prof. Arch. Alessandro Martini, l’Assessore alla Cultura Dottor Carlo Sburlati, lo studioso di tradizioni locali, Lionello Archetti Maestri,  l’illustre editore Umberto Allemandi e la presenza di altri personaggi acquesi.

A  Marzo  la Città di Acqui è stata attraversata dai partecipanti alla Coppa  Milano – Sanremo, corsa automobilistica di auto d’epoca, che quest’anno per la prima volta ha cambiato percorso. Il lavoro di squadra tra Terme e Comune ci ha consentito di aggiudicarci Acqui  per la tappa di sosta pranzo. Oltre 200 vetture di tutto il mondo sono sfilate e hanno sostato nel centro della città; il punto ristoro /pranzo è stato offerto dall’hotel Nuove Terme; un’occasione ghiotta di presentare Acqui e le sue Terme ad un vasto pubblico nazionale ed internazionale, manifestazione molto gradita ed apprezzata  anche dai locali. La manifestazione vede protagonisti, collezionisti ed appassionati di auto di alto profilo, celebrities e personaggi dello spettacolo, ospiti del mondo dell’automobile; il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione integrata di alto profilo.   

Fin qui le nostre azioni e realizzazioni che si può dire siano già cosa concreta e ci danno la spinta per continuare ad essere fiduciosi nel cammino che abbiamo appena iniziato.

2)    Linee programmatiche per un futuro prossimo

Se riprendiamo la seconda domanda, siamo ora tenuti a delineare ed identificare un modello che faccia scegliere Acqui e il Monferrato.

Innanzi tutto se parliamo di territorio, di Monferrato, in particolare di Alto Monferrato, credo si possa essere orgogliosi di avere un prodotto da offrire di qualità alta, un patrimonio storico-culturale e artistico ed enogastronomico che risponde egregiamente ai requisiti di un turismo di eccellenza, con una posizione geografica ideale a servire comodamente i bacini di tre capoluoghi, quali Torino, Genova e Milano.   

Accanto a questo, affinché ciò si realizzi, sono fondamentali strutture ricettive di livello, alta qualità dei servizi termali e di accoglienza, competenza e professionalità degli operatori.

Inoltre compito storico dell’impresa termale è realizzare e/o rafforzare la propria competenza nell’ambito del settore della riabilitazione, attuare programmi di prevenzione e controllo di determinate patologie,  favorire programmi di ricerca scientifica termale e di formazione. Tutto ciò se inserito nel Sistema Sanitario Nazionale con modulazione e per segmenti precisi, favorirebbe a conti fatti una riduzione della spesa sanitaria e sociale.   

Perché ciò avvenga è assolutamente necessario liberare risorse, oggi totalmente improduttive e impiegarle per creare un giro virtuoso che attraverso nuove e potenti strade di comunicazione, nuovi percorsi di benessere, nuovi ed eccellenti ambienti ricettivi, nuovi percorsi ambientali ed una nuova elevata attrazione culturale, un diverso modello sanitario renda evidente una nuova immagine per un nuovo posizionamento delle terme acquesi.

Partiamo per cominciare dalla bipolarità delle zone termali di Acqui, quella nella cosiddetta zona Bagni e l’altra in piena zona centro.

Nella zona centro le strutture di proprietà delle Terme sono il Grand Hotel Nuove Terme (un quattro stelle oggi in affitto) e lo Stabilimento Nuove Terme in gestione diretta della Società. Entrambi funzionanti ed entrambi con prospettive di miglioramento, anche grazie all’attuale ristrutturazione dello Stabilimento dalla quale ci aspettiamo risultati positivi.

Nella zona Bagni le proprietà sono: l’Hotel Regina, un tre stelle oggi in affitto, lo Stabilimento Regina in parte gestito direttamente dalla Società ed in parte dato in affitto, il vecchio Hotel Antiche Terme con il Centro Studi, non funzionanti ed  in uno stato di forte degrado, lo stabilimento Antiche Terme e la SPA Lago delle Sorgenti, ristrutturati con fondi DOCUP e di prossima apertura, la zona della grande piscina con il Kursaal ( struttura operativa ma degradata) funzionanti solo in estate ed il bar ristorante Klipper in buono stato, tutti quanti in affitto.
Oltre all’ ex area tennis, a due negozi e al terreno di una stazione di servizio.
A poca distanza troviamo altre due proprietà: gli Hotel Eden Carozzi e l’Hotel Firenze entrambi in totale abbandono e forte degrado.

Siamo fortemente convinti che una prospettiva di rilancio e di rinnovo passi dal ridare vita e funzioni durante tutto l’arco dell’anno alla zona Bagni; ovvero destagionalizzare. Fino ad oggi questa parte di città vive una stagionalità troppo breve, come le nostre Terme.

A parte la riattivazione dei campi da tennis con un progetto di alta qualità e con una copertura che ne consenta l’utilizzo tutto l’anno (deve ancora essere approvato), l’avvio non può che avvenire restituendo, nella zona Bagni, antichi splendori al vecchio Hotel Antiche Terme ed al connesso Centro Studi,  che dovrà essere totalmente ristrutturato e restaurato ad alto livello (cinque stelle), con un progetto di piscina all’aperto e un casinò interno. Ciò non può che avvenire tramite un processo di dismissione dell’hotel, del centro studi e di un'altra parte del patrimonio immobiliare, ovvero gli ex hotel Eden Carozzi e Firenze (tutti non a reddito e che necessitano di importanti investimenti immobiliari).
Tale progetto avverrà  seguendo criteri rigorosi e trasparenti nelle modalità di offerta, ponendo vincoli precisi ed altrettanto rigorosi sia di destinazione d’uso che di esecuzione della fase realizzativa.
Con le risorse ottenute dall’operazione si procederebbe ad un reinvestimento delle stesse per  affrontare un’ importante fase promozionale del termalismo acquese e piemontese, e più in generale ad investimenti sul nostro territorio e ad eventuali rientri di prestiti finanziari oggi attivi.

E se il turismo, in senso lato, per Acqui e il Monferrato dovrebbe essere la principale risorsa su cui puntare, è importante ed assolutamente indispensabile che la città di Acqui scelga  piani di sviluppo di qualità alta, di eccellenza, che guardino con attenzione alle variegate peculiarità del territorio e che sappiano coniugarle e valorizzarle allo stesso tempo. Storia, natura, cultura, sviluppo edilizio devono rispettarsi tra loro e presentarsi ai turisti in un tutto armonico.
I problemi economici che stiamo attraversando come Paese e non solo, hanno certamente messo in ginocchio le disponibilità delle amministrazioni comunali. Non per questo si devono operare scelte strategiche  solo ispirate alla logica del profitto; ma semmai guardare ad una sana collaborazione tra pubblico e privato, che traguardi progetti ambiziosi e articolati, di alto profilo.
Genialità e coraggio imprenditoriale sia pubblico che privato sono ingredienti basilari per affrontare, soprattutto nei momenti difficili, gli obiettivi ai quali noi guardiamo, in grado di attrarre  e non di mortificare le ambizioni e le speranze.
In questo senso se le Terme riusciranno a fare un balzo in avanti, a farsi scegliere e a fidelizzare maggiormente la clientela,  le ricadute saranno positive per il territorio acquese e più in generale volano per tutte le attività commerciali.
Le strutture ricettive di Acqui dovrebbero vedere con vero entusiasmo un rafforzamento dell’intero comparto termale, poiché una maggiore e più costante clientela termale si tradurrebbe quasi automaticamente in maggiori presenze per loro, con la reale possibilità di affrontare una stagionalità più ampia. Una vera sinergia tra forze produttive e terziarie, che unitamente al settore imprenditoriale enogastronomico e a quello dell’offerta culturale, storica ed artistica, oltrechè ambientale sia in grado di produrre una vera miscela esplosiva di marketing territoriale.

Alla base di tutto ciò ovviamente noi poniamo tre ingredienti inscindibili:
il prodotto, che deve essere nella sua offerta globale di qualità, la promozione che deve catturare gli occhi e stimolare la curiosità e centrare l’obiettivo, i  servizi, che devono essere all’altezza della posta in gioco. Tutti insieme danno il valor aggiunto di cui oggi una località turistica ha davvero bisogno. Vorrei non dimenticare inoltre il lavoro che stiamo svolgendo insieme all’Assessorato al Turismo del Comune, con il supporto fondamentale della Provincia e della Regione per il rafforzamento della rete viaria e ferroviaria, che in parte è già cosa fatta (l’accordo con Colonia per Autozug ed il più recente con l’Olanda per Autoslag), oltre al treno per il mare che da Albenga chiediamo sia portato fino a Sanremo e che sia attivo due giorni anziché uno alla settimana.    
Oltre a questo sempre con l’assessorato al Turismo del Comune stiamo pensando ad un pacchetto di offerta turistica/promozionale ai crocieristi delle navi MSL e COSTA.

E se nei momenti di crisi appare tutto più difficile, ritengo che sia proprio questo il momento di fare scelte coraggiose, che possono essere una vera opportunità.
A coronamento di questo quadro, un ulteriore  elemento  qualificante è che tale incremento di attività  potrebbe tradursi in maggiore occupazione, dato  in assoluta  controtendenza rispetto alla fase che stiamo attraversando.
Infatti tutte le iniziative qui descritte, attraverso quell’offerta di prodotti, di cure, di pacchetti benessere e curativi, una linea rinnovata dei nostri prodotti cosmetici che stiamo preparando per farci apprezzare maggiormente, non può che avvenire attraverso l’impiego di nuovi lavoratori.
Inoltre, come già accennato in più di una occasione, la Regione sta lavorando, ormai da tempo, per acquisire dal Demanio le Terme Militari, anch’esse in Zona Bagni; una volta acquisite saranno “restituite” ad Acqui e al patrimonio termale,  come pure si spera possa avvenire al più presto per le terme “Carlo Alberto”.
L’utilizzo futuro dovrà rispondere alle esigenze che si verranno a creare dalla prima fase di rilancio della zona. Una residenza per anziani, un centro di formazione o corsi universitari per la riabilitazione o corsi per il turismo o scuole per il benessere sono solo degli esempi.
La zona Bagni, inoltre, dovrebbe avere quanto prima il conforto dell’entrata in funzione del Centro Congressi,  di gestione comunale, che servirebbe senza dubbio ad attirare quel turismo motivazionale che al giorno d’oggi sta surclassando quello di destinazione, diventando sempre più preponderante.  In tutta onestà si deve aggiungere che per un centro congressi è di vitale importanza una ricettività adeguata sia nella capienza che nel livello. Senza le Antiche Terme ristrutturate e scintillanti, la ricettività presente non è in grado di rispondere anche in termini numerici alle esigenze che scaturirebbero da un pieno funzionamento di una attività congressuale.  .
A latere, una proprietà delle Terme estranea alla bipolarità è la cosiddetta Lavanderia, un bell’edificio anni ’30, dell’architetto milanese Baciocchi, oggi vincolato dai Beni Culturali, tutt’ora  utilizzato come lavanderia, molto degradato e del quale si potrebbe ipotizzare con l’aiuto dei privati un eventuale restauro conservativo e riuso per servizi ed attività culturali (danza, sala cinematografica , spazio teatrale….).
Inoltre saremmo lieti  se il terreno circostante la lavanderia,  chiamato Podere Usignolo, venisse ricoltivato ad agricoltura biologica per servire con i prodotti ricavati la nostra clientela alberghiera.
Con questo, dopo soli sette mesi di reale attività, (il primo anno, luglio 2008/2009,  è stato obbligatoriamente  di gestione di un processo di gara totalmente ereditato)  ho voluto tracciare a grandi linee una parte di azioni già intraprese e concluse, altre in fase di realizzazione e a breve godibili dalla città e dai suoi ospiti; ho cercato anche di indicare la strada che la Società, che ho l’onore di presiedere insieme ai colleghi del CdA,  dovrà percorrere per vincere la scommessa di un significativo rilancio e per essere sempre più orgogliosamente nel cuore degli Acquesi, con la Fonte Bollente, per sempre patrimonio della città di  Acqui, come pure le sue acque che manterranno la proprietà saldamente in mano pubblica.

P.S. Questo documento sarà soggetto, come è normale che sia, ad integrazioni e precisazioni che dovessero rendersi utili lungo il percorso di gestione. Grazie!


Gabriella Pistone

Acqui Terme, Febbraio 2010
 

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